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Il club novellarese “Arcieri dell'Ortica” ha iniziato a impegnarsi per la realizzazione del giardino dell' Hospice nel giugno 2007, quando organizzò una festa in occasione del ventennale della società donando l'incasso e i proventi della serata all'Azienda USL di Reggio Emilia. L'impegno è proseguito anche negli anni successivi con altre iniziative, gare amichevoli, cene e donazioni. I primi frutti di questo atto benefico sono stati alcuni elementi di arredo interno per l' Hospice: un acquario e gli orologi a muro per le stanze di degenza.

La società Arcieri dell'Ortica, fondata nel gennaio 1987, si occupa da sempre di attività agonistica, di promozione sportiva e di organizzare corsi di tiro con l'arco rivolti a persone diversamente abili. Ha organizzato oltre 50 gare di calendario nazionale, tre Olimpiadi del Tricolore, un campionato italiano F.I.S.D. e un incontro con le nazionali italiana e olandese F.I.S.D. (ora C.I.P. Comitato italiano paralimpico).
La società, con i propri atleti, ha vinto 2 titoli europei, 22 titoli italiani, 20 titoli disabili, 5 ori ai giochi della gioventù (fase nazionale), un argento ai campionati italiani per squadre giovanili e molte altre medaglie.
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La cifra devoluta dall'Associazione degli Arcieri dell'Ortica a parziale copertura delle spese di realizzazione del giardino ammonta ad oltre 18.000€, mentre l'Azienda USL ha investito circa 45.000€ per i lavori impiantistici, a cui vanno aggiunti circa 6.000€ per l'acquisto di arredi da giardino da fondi finalizzati derivanti da donazioni di parenti e cittadini.
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Il giardino dell'Hospice di Guastalla
Progetto a cura di:
Marcella Minelli, agronomo, socio AIAPP e Loretta Bellelli, agronomo, socio AIAPP

Il giardino è stato concepito non solo con finalità estetiche, ma per diventare un luogo da vivere, un punto di incontro per chiunque, perché tutti, indistintamente, possano trarne vantaggio. Un giardino da vivere, come prolungamento esterno degli spazi della quotidianità. Un luogo confortevole e bello dove sentirsi a casa, rassicurarti da un' ambiente protetto, liberi di ricevere visite.
Un giardino per imparare a porci nel giusto rapporto con noi stessi, trovando qui le condizioni di ascolto della natura di cui facciamo parte, senza che questo diventi un privilegio, e magari dilungarci in momenti di riflessione.
Un giardino per quanti hanno ancora la capacità di percepire il mondo che li circonda attraverso i sensi, e per chi, a causa della frenesia che sempre più ci accompagna, ha perso questa sensibilità e la vuole ritrovare.
Un giardino dove ricoprire una dimensione ed un rapporto con la natura a misura propria, nell' osservazione delle piccole cose, nella comprensione del passaggio delle stagioni attraverso il mutare delle stesse piante.
Il giardino dell'Hospice di Guastalla
Progetto a cura di:
Marcella Minelli, agronomo, socio AIAPP e Loretta Bellelli, agronomo, socio AIAPP
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Sembra un giardino come tanti altri, ma la vegetazione impiegata e la sua disposizione riproducono una buona immagine ambientale, strettamente legata alla facile leggibilità, alla riconoscibilità dei luoghi, dando a chi ne fruisce un importante senso di sicurezza emotiva e quindi di agio e tranquillità.
Il giardino si svolge allungandosi sul prato, disegnando uno spazio di rarefatta quotidianità, dal quale fretta e affanni sono lasciati fuori, perché il tema diventa la riscoperta della natura: alberi da ascoltare, piante da respirare e accarezzare, un mondo vivo, colorato, che si ripropone nuovo ogni giorno, ogni stagione.
Un luogo dove è possibile rimettere il nostro orologio biologico in sintonia con l'ora solare, sottomettendoci di buon grado alle regole delle stagioni, che prevedono un tempo per tutto.
Il vecchio filare di aceri, che un tempo, tra un campo e l'altro, sorreggeva i tralci della vite, costituisce la linea d'appoggio del disegno del giardino, perché rappresenta la memoria, su cui si appoggiano la vita e la storia delle persone. Questo filare ieri era parte dei campi, e oggi accompagna la struttura ospedaliera, negando il luogo comune che la velocità delle attuali trasformazioni è direttamente proporzionale all'oblio. Particolare attenzione è stata posta nel valorizzare l'aspetto multicolore della natura: percorrendo il giardino è possibile trarre energia da una vampata di rosso o di giallo, o trovare relax tra le fioriture rosa e azzurre, o recuperare l'equilibrio interiore guardando l'ampio prato verde.
Ma anche i profumi sono stati attento oggetto di ricerca e di applicazione progettuale: il profumo che ci regala un fiore la mattina è freddo, umido, mentre diventa piu' intenso la sera, e ci avvolge con calore, per una incredibile alchimia che coinvolge tutti i nostri sensi.
Memoria, profumi, emozioni... in una parola umanità. Ecco che quindi, lungo il percorso, si aprono luoghi dove dare spazio all'umanità, piccole stanze all'aperto che introducono una valenza domestica al disegno, che inducono a ritrovare tempo per le relazioni umane.
Ad uno di questi spazi si accompagna una fonte di acqua, tradizionale elemento di riferimento e richiamo. Luci soffuse, ben distribuite per il giardino, per mettere in risalto questi
elementi strutturali e caratterizzanti il progetto, permettono digodere di questo spazio anche nelle ore notturne, grazie a faretti che illuminano in modo suggestivo le alberature, elementi strutturanti il percorso.Questo filare ieri era parte dei campi, e oggi accompagna la struttura ospedaliera, negando il luogo comune che la velocità delle attuali trasformazioni è direttamente proporzionale all'oblio. Particolare attenzione è stata posta nel valorizzare l'aspetto multicolore della natura: percorrendo il giardino è possibile trarre energia da una vampata di rosso o di giallo, o trovare relax tra le fioriture rosa e azzurre, o recuperare l'equilibrio interiore guardando l'ampio prato verde.
Ma anche i profumi sono stati attento oggetto di ricerca e di applicazione progettuale: il profumo che ci regala un fiore la mattina è freddo, umido, mentre diventa piu' intenso la sera, e ci avvolge con calore, per una incredibile alchimia che coinvolge tutti i nostri sensi.
Memoria, profumi, emozioni... in una parola umanità. Ecco che quindi, lungo il percorso, si aprono luoghi dove dare spazio all'umanità, piccole stanze all'aperto che introducono una valenza domestica al disegno, che inducono a ritrovare tempo per le relazioni umane.
Ad uno di questi spazi si accompagna una fonte di acqua, tradizionale elemento di riferimento e richiamo. Luci soffuse, ben distribuite per il giardino, per mettere in risalto questi elementi strutturali e caratterizzanti il progetto, permettono di godere di questo spazio anche nelle ore notturne, grazie a faretti che illuminano in modo suggestivo le alberature, elementi strutturanti il percorso.
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Hospice Guastalla
Hospice Guastalla2
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IL BELLO DI TIRARE CON L' ARCO